Un importatore svizzero di carne bovina sudamericana potrà continuare a far arrivare tagli provenienti da bovini potenzialmente trattati con ormoni della crescita? Sì, ma non più alle stesse condizioni. Con il pacchetto Svizzera-UE, questa carne dovrà entrare da un posto di controllo frontaliero svizzero ed essere venduta direttamente ai consumatori. Un sistema di tracciabilità le impedirà di raggiungere il mercato europeo, e la Svizzera dovrà renderne conto ogni anno alla Commissione europea1.
Qui i due dossier dell'autunno si incrociano. Il 13 ottobre 2026 è stato lanciato un referendum contro l'accordo di libero scambio tra l'AELS, di cui fa parte la Svizzera, e il Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay). Il pacchetto con l'UE cambia il modo in cui vengono fissate le norme sanitarie applicabili alle importazioni da Paesi terzi, come la carne sudamericana: su questo terreno i due voti si toccano.
Dove il pacchetto cambia le regole: la sicurezza alimentare
Il pacchetto incide sulle importazioni attraverso il Protocollo sulla sicurezza alimentare. Le regole europee dell'intera catena alimentare diventerebbero applicabili in Svizzera, e i loro sviluppi futuri sarebbero recepiti in modo dinamico, cioè integrati man mano con una decisione del Comitato misto e poi approvati secondo la procedura svizzera, con il Parlamento e un possibile referendum. La Svizzera non vota queste regole: non ha un seggio nel Consiglio dell'UE né deputati europei, e partecipa soltanto alla loro elaborazione a monte, attraverso la consultazione dei suoi esperti2.
In concreto, la Svizzera potrà sempre concludere accordi con Paesi terzi, ma se vorrà applicare in modo diverso una nuova regola europea sull'importazione di prodotti provenienti da quei Paesi, servirà secondo il messaggio «una disposizione di eccezione nel Protocollo sulla sicurezza alimentare», da negoziare con l'UE3. Per fissare da sola requisiti sanitari più severi per la carne sudamericana, per esempio, servirebbe quindi il consenso dell'UE. Se la Svizzera si rifiutasse di recepire una nuova regola d'importazione, l'UE potrebbe portare la controversia davanti al Comitato misto e poi a un tribunale arbitrale. Se la Svizzera non rispettasse la decisione del tribunale, l'UE potrebbe adottare misure di compensazione, cioè sospendere in parte, in modo proporzionato, vantaggi previsti dagli accordi4.
Il pacchetto estende così ai prodotti vegetali e alle altre derrate un meccanismo che esiste già per gli animali e i prodotti animali: per loro le regole europee d'importazione si applicano già in Svizzera, e i controlli veterinari alle frontiere sono comuni dal 20095. Soprattutto, lo rende dinamico: in futuro la Svizzera seguirà l'evoluzione di queste regole. I limiti svizzeri per i residui di pesticidi sono già armonizzati con quelli dell'UE6. La Svizzera ha ottenuto di mantenere le sue dichiarazioni obbligatorie sui prodotti importati ottenuti con metodi di produzione dolorosi, da allevamenti in gabbia o da bovini trattati con ormoni7.
I pareri su questo trasferimento divergono. La Fédération romande des consommateurs si dice favorevole, con riserve: saluta l'accesso ai sistemi europei di allerta e di valutazione dei rischi, ma ritiene che «il nostro Paese potrebbe dover adottare regole poco favorevoli ai consumatori senza un reale margine di adattamento»8. L'Unione svizzera dei contadini giudica dal canto suo «molto problematica» l'integrazione del capitolo alimentare nel pacchetto e chiede che quest'ultimo sia sottoposto alla doppia maggioranza del Popolo e dei Cantoni (presa di posizione del 22 ottobre 2025).
Un accordo adottato dopo un primo rifiuto
L'accordo AELS-Mercosur è stato firmato a Rio de Janeiro il 16 settembre 2025. Il suo percorso parlamentare è stato accidentato. Il 17 giugno 2026 il Consiglio nazionale lo ha dapprima respinto con 96 voti contro 869. Il Consiglio degli Stati lo ha poi approvato il 14 settembre con 35 voti contro 7, e il 16 settembre il Consiglio nazionale si è allineato, con 118 voti contro 6610. Nella votazione finale del 2 ottobre, secondo la stampa, l'accordo è passato con 116 voti contro 71 e 9 astensioni al Consiglio nazionale, e con 36 voti contro 6 e 3 astensioni al Consiglio degli Stati.
Nel frattempo, per accompagnare l'accordo, il Parlamento ha previsto circa 517 milioni di franchi su sei anni, di cui 480 milioni di crediti d'investimento per il 2028-2033 e 37 milioni per la promozione delle vendite11. La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati aveva sostenuto questo importo con 9 voti contro 4, e rifiutato con 8 voti contro 4 di recepire il regolamento europeo sulla deforestazione12.
Il referendum è stato lanciato il 13 ottobre dai Verdi, dal PS, da Public Eye, da Voices e dal viticoltore ginevrino Willy Cretegny, con il sostegno dell'Associazione dei piccoli contadini. I comitati indicano come termine il 21 gennaio 2027 per raccogliere le 50 000 firme necessarie13.
Due campi, due letture dell'accordo
Per i suoi sostenitori, tra cui il Consiglio federale e la maggioranza del Parlamento, l'accordo farebbe risparmiare alle imprese svizzere circa 150 milioni di franchi di dazi all'anno, e contiene i primi impegni vincolanti sulle foreste e sull'agricoltura sostenibile14.
Il comitato referendario teme per la foresta amazzonica. Secondo il consigliere nazionale Fabian Molina (PS), l'accordo «non prevede regole efficaci per vietare le importazioni di prodotti provenienti da queste zone». Gli oppositori denunciano anche una concorrenza sleale per l'agricoltura svizzera, con carne prodotta secondo norme meno severe in materia di antibiotici e di benessere degli animali15.
Le questioni aperte e il calendario
Diversi punti restano incerti, e non risulta alcuna analisi di un attore che colleghi esplicitamente le due votazioni. Il pacchetto non crea un'unione doganale: dazi, contingenti e accordi di libero scambio restano decisi dalla sola Svizzera, e i due voti sono giuridicamente indipendenti16. Il trattamento doganale esatto di un prodotto del Mercosur entrato nell'UE a dazio ridotto e poi rispedito in Svizzera dipende dalle regole d'origine; i documenti ufficiali del pacchetto non lo analizzano. Se in futuro l'UE adottasse regole d'importazione legate alla deforestazione nel campo della sicurezza alimentare, si porrebbe la questione del loro recepimento da parte della Svizzera. Il regolamento europeo sulla deforestazione non fa parte del pacchetto, e la Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati ha rifiutato di recepirlo nel quadro del Mercosur17.
Anche i calendari sono diversi. Se il referendum riuscirà, il Popolo voterà sull'accordo AELS-Mercosur con la sola maggioranza dei votanti; Switzerland Global Enterprise indica giugno 202718. Per il pacchetto, il Parlamento non ha concluso i lavori. Il Consiglio degli Stati ha approvato la parte «stabilizzazione» e ha voluto sottoporla al Popolo e ai Cantoni; per la sicurezza alimentare si è attenuto al referendum facoltativo, secondo l'ATS19. Nessuna data di votazione è fissata (si vedano il nostro calendario e l'articolo sulla doppia maggioranza). Il capitolo alimentare del pacchetto è illustrato nella pagina Alimentazione e agricoltura.
- 1Protocollo sicurezza alimentare, art. 7p. 5 Protocollo sicurezza alimentare, art. 7p. 6
- 2Messaggio del Consiglio federale, n. 2.1.6.2.1p. 93
- 3Messaggio del Consiglio federale, n. 2.12.13.3p. 929
- 4Messaggio del Consiglio federale, n. 2.1.6.2.8p. 102 ALC: protocollo istituzionale, art. 11p. 9
- 5Messaggio del Consiglio federalep. 828 Messaggio del Consiglio federalep. 911
- 6Messaggio del Consiglio federalep. 832
- 7Protocollo sicurezza alimentare, art. 7p. 5
- 8FRC, ottobre 2025 (versione francese) Fonte
- 9Curia Vista, oggetto 26.033 Fonte
- 10Curia Vista, oggetto 26.033 Fonte
- 11RTS, settembre 2026 Fonte
- 12CPE-S, 04.09.2026 Fonte
- 13RTS, 13.10.2026 Fonte
- 14RTS, settembre 2026 Fonte
- 15RTS, 13.10.2026 Fonte
- 16Messaggio del Consiglio federale, n. 3.1.3p. 975 Scheda Agricoltura e alimentip. 3
- 17CPE-S, 04.09.2026 Fonte
- 18S-GE, consultato il 14.10.2026 Fonte
- 19ATS, 01.10.2026 (versione francese) Fonte