Storia e attualità · Svizzera-UE
Svizzera-UE: quasi settant'anni di storia fino ai Bilaterali III
Dall'AELS al no allo SEE, dai Bilaterali I all'accordo quadro abbandonato: le grandi tappe verso il pacchetto Svizzera-UE e lo stato del dossier.
A che punto è il dossier?
Aggiornato il 15.10.2026- Intesa comune Svizzera-UE27 ottobre 2023
- Mandato negoziale8 marzo 2024
- Fine dei negoziati20 dicembre 2024
- ConsultazioneDa giugno a ottobre 2025
- Firma a Bruxelles2 marzo 2026
- Messaggio al Parlamento13 marzo 2026
- In corsoDibattiti in ParlamentoIl Consiglio degli Stati ha approvato la parte «stabilizzazione» (25 voti contro 16, 2 astensioni) e vuole sottoporla al voto di Popolo e Cantoni. Per la sanità e la sicurezza alimentare ha scelto il referendum facoltativo. L'accordo sull'energia elettrica è rinviato all'inverno. Al Consiglio nazionale, la commissione esamina il dossier in ottobre e novembre; la fine dei dibattiti non è attesa prima dell'inizio del 2027.
- In arrivoVotazione popolare2027 o 2028 · Data non fissata.
Attualità
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Il Consiglio degli Stati approva la stabilizzazione, alle sue condizioni
Doppia maggioranza, tassa sull'immigrazione, misura 14, Erasmus+: in quattro giorni il Consiglio degli Stati ha rimodellato il pacchetto Svizzera-UE.
Il racconto
Dal 1972 il Popolo svizzero ha votato una decina di volte sull'Europa. Per capire il pacchetto firmato nel 2026, bisogna risalire a quattro grandi fasi.
Commerciare senza aderire (1957-1992)
Quando sei Stati fondano la Comunità economica europea nel 1957, la Svizzera sceglie un'altra via: nel 1960 è tra i fondatori dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), senza istituzioni sovranazionali1. Nel 1972 firma con la CEE un accordo di libero scambio sui prodotti industriali, approvato dal 72,5 % dei votanti e da tutti i Cantoni2. Questo accordo resta la base del commercio con l'UE; il pacchetto del 2026 non lo modifica3.
Il 6 dicembre 1992 il Popolo respinge lo Spazio economico europeo con il 50,3 % di no e una partecipazione del 78,7 %; sedici Cantoni dicono no, sette dicono sì, tra cui tutti i Cantoni romandi e i due Basilea4.
La via bilaterale (1993-2009)
Dopo questo rifiuto, la Svizzera negozia settore per settore. I Bilaterali I (libera circolazione delle persone, trasporti, agricoltura, ricerca ecc.) sono accettati il 21 maggio 2000 dal 67,2 % dei votanti, poi vengono i Bilaterali II, tra cui Schengen/Dublino, accettato nel 2005 con il 54,6 %5. In seguito il Popolo conferma due volte l'estensione della libera circolazione, nel 2005 e nel 20096.
La questione istituzionale (2008-2021)
Dal 2008 l'UE chiede un quadro comune per far evolvere questi accordi7. I negoziati su un accordo quadro si aprono nel 2014, l'anno in cui il Popolo accetta l'iniziativa «Contro l'immigrazione di massa» con il 50,3 %8. Nel 2020 respinge invece l'iniziativa per la limitazione con il 61,7 %9. Il 26 maggio 2021 il Consiglio federale abbandona l'accordo quadro, in mancanza di un'intesa su libera circolazione, protezione dei salari e aiuti di Stato10. Secondo il Consiglio federale, da allora gli accordi esistenti rischiano di «perdere progressivamente sostanza»11.
Il pacchetto (dal 2022)
Nel 2022 il Consiglio federale cambia metodo: un pacchetto di accordi, con regole istituzionali accordo per accordo12. La novità rispetto ai Bilaterali I e II: la Svizzera si impegna a recepire l'evoluzione del diritto dell'UE in questi accordi, senza votarla. Una controversia passa dal comitato misto, poi da un tribunale arbitrale, e può sfociare in misure di compensazione, cioè nella sospensione parziale di vantaggi13. I negoziati avviati nel marzo 2024 si concludono nel dicembre 2024, dopo 197 sedute14. Il pacchetto è firmato il 2 marzo 2026 e trasmesso al Parlamento il 13 marzo15.
Dal 28 settembre al 1° ottobre 2026 il Consiglio degli Stati si è pronunciato per primo. Ha approvato la parte «stabilizzazione» con 25 voti contro 16 e 2 astensioni16 e vuole sottoporla al voto del Popolo e dei Cantoni17. Per gli accordi sulla sanità e sulla sicurezza alimentare ha scelto il referendum facoltativo, in cui basta la maggioranza del Popolo18. L'accordo sull'energia elettrica è rinviato all'inverno. Il Consiglio nazionale deve ancora pronunciarsi. Nessuna data di votazione è fissata: l'ATS indica il 2027 o il 202819.
La cronologia qui sotto descrive ogni tappa, con la sua fonte. Gli articoli di attualità spiegano i dibattiti in corso.
- 1DSS, «AELS» Fonte
- 2Swissvotes, oggetto 233 Fonte
- 3Messaggio del Consiglio federale, n. 1.1p. 35
- 4Swissvotes, oggetto 388 Fonte
- 5Messaggio del Consiglio federale, n. 1.1p. 36 Messaggio del Consiglio federalep. 37
- 6Swissvotes, oggetto 540 Fonte
- 7Rapporto del Consiglio federale, 26 maggio 2021 Fonte
- 8Swissvotes, oggetto 580 Fonte
- 9Swissvotes, oggetto 631 Fonte
- 10Messaggio del Consiglio federalep. 38
- 11Messaggio del Consiglio federalep. 38
- 12Messaggio del Consiglio federale, n. 1.2p. 40
- 13ALC: protocollo istituzionale, art. 5p. 5 ALC: protocollo istituzionale, art. 10p. 8 ALC: protocollo istituzionale, art. 11p. 9
- 14Messaggio del Consiglio federale, n. 1.3.2p. 44
- 15Messaggio del Consiglio federale, n. 4.2.1p. 1000
- 16Consiglio degli Stati, verbale 8570 Fonte
- 17Consiglio degli Stati, verbale 8568 Fonte
- 18ATS (versione francese), 1° ottobre 2026 Fonte
- 19ATS (versione francese), 1° ottobre 2026 Fonte
43 · 1950–2020
La cronologia completa
1950
-
25 marzo 1957
Trattati di Roma
Sei Stati (Francia, Germania Ovest, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo) creano la Comunità economica europea (CEE) e l'Euratom. La Svizzera resta in disparte. DFAE, cronologia, pag. 36
1960
-
4 gennaio 1960
La Svizzera cofonda l'AELS
Con l'Austria, la Danimarca, il Regno Unito, la Norvegia, il Portogallo e la Svezia, la Svizzera crea l'Associazione europea di libero scambio: una zona di libero scambio senza istituzioni sovranazionali. Dizionario storico della Svizzera, «AELS»
1970
-
22 luglio 1972
Accordo di libero scambio con la CEE
La Svizzera firma con la CEE un accordo che abolisce i dazi doganali sui prodotti industriali. Resta la base del commercio con l'UE; il pacchetto del 2026 non lo modifica. Messaggio del Consiglio federale·n. 1.1·pag. 35
-
3 dicembre 1972
Sì al libero scambio: 72,5 %
Il Popolo e tutti i Cantoni approvano l'accordo. Il Parlamento lo aveva sottoposto al voto di Popolo e Cantoni senza che la Costituzione lo richiedesse (referendum detto sui generis), un precedente invocato nel 2026 dai sostenitori della doppia maggioranza. Swissvotes, oggetto 233 Messaggio del Consiglio federale·n. 4.2.2.1.3·pag. 1003
1990
-
2 maggio 1992
Firma dell'Accordo SEE
Gli Stati dell'AELS, tra cui la Svizzera, firmano con la Comunità l'Accordo sullo Spazio economico europeo, che deve aprire loro il mercato interno. Messaggio del Consiglio federale·n. 1.1·pag. 35
-
26 maggio 1992
Domanda di apertura dei negoziati di adesione
Dopo una decisione del Consiglio federale presa con 4 voti contro 3, la Svizzera deposita a Bruxelles una domanda di apertura dei negoziati di adesione. Secondo Année politique suisse, all'epoca questa scelta fu criticata come un errore tattico prima della votazione sullo SEE. DFAE, cronologia, pag. 36 Année politique suisse, 1992
-
6 dicembre 1992
No allo SEE
Il Popolo respinge lo SEE con il 50,3 % di no (1'786'708 no contro 1'762'872 sì, ossia 23'836 voti di scarto), con una partecipazione del 78,7 %. Sedici Cantoni dicono no, sette dicono sì, tra cui tutti i Cantoni romandi e i due Basilea. Swissvotes, oggetto 388 Messaggio del Consiglio federale·n. 1.1·pag. 36
-
8 novembre 1993
Nasce la via bilaterale
L'UE accetta di negoziare settore per settore, a condizione che i dossier siano conclusi insieme. È l'origine della clausola «ghigliottina» che lega gli accordi dei Bilaterali I. DFAE, cronologia, pag. 35
-
21 giugno 1999
Firma dei Bilaterali I
Sette accordi vengono firmati a Lussemburgo: libera circolazione delle persone, ostacoli tecnici al commercio, appalti pubblici, agricoltura, ricerca, trasporto aereo e trasporti terrestri. Sono legati dalla clausola ghigliottina. Messaggio del Consiglio federale·n. 1.1·pag. 36
2000
-
21 maggio 2000
Sì ai Bilaterali I: 67,2 %
Dopo un referendum facoltativo, il Popolo accetta i Bilaterali I con il 67,2 % dei voti. In Parlamento, la proposta di sottoporli al referendum obbligatorio era stata respinta con 146 voti contro 26. Swissvotes, oggetto 464 Messaggio del Consiglio federale·n. 4.2.2.1.3·pag. 1004
-
1 giugno 2002
Entrata in vigore dei Bilaterali I
I sette accordi entrano in vigore, insieme alle misure collaterali svizzere destinate a proteggere i salari. DFAE, cronologia
-
26 ottobre 2004
Firma dei Bilaterali II
Vengono firmati nove dossier, tra cui Schengen, Dublino, la fiscalità del risparmio, la lotta contro la frode e i prodotti agricoli trasformati. Messaggio del Consiglio federale·n. 1.1·pag. 36
-
5 giugno 2005
Sì a Schengen/Dublino: 54,6 %
Unica parte dei Bilaterali II sottoposta al voto, Schengen/Dublino è accettato dal 54,6 % dei votanti. Questi accordi prevedono già un recepimento dinamico del diritto dell'UE. Swissvotes, oggetto 517 Messaggio del Consiglio federale·pag. 36
-
25 settembre 2005
Libera circolazione estesa ai nuovi Stati membri
Il Popolo accetta con il 56,0 % l'estensione della libera circolazione delle persone ai dieci Stati entrati nell'UE nel 2004. Swissvotes, oggetto 519
-
8 febbraio 2009
Prosecuzione della libera circolazione
Il Popolo accetta con il 59,6 % la prosecuzione della libera circolazione e la sua estensione alla Bulgaria e alla Romania. Swissvotes, oggetto 540
2010
-
9 febbraio 2014
Sì all'iniziativa « Contro l'immigrazione di massa »
L'iniziativa dell'UDC è accettata dal 50,3 % dei votanti (19'302 voti di scarto): crea l'articolo 121a della Costituzione. La legge d'applicazione del 2016 introduce un obbligo di annunciare i posti vacanti invece di contingenti. Swissvotes, oggetto 580 Messaggio del Consiglio federale·n. 2.3·pag. 262
-
22 maggio 2014
Apertura dei negoziati sull'accordo quadro
La Svizzera e l'UE iniziano a negoziare un accordo istituzionale comune: recepimento del diritto, interpretazione, vigilanza e composizione delle controversie. DFAE, cronologia, pag. 24
-
27 luglio 2016
Ritiro della domanda di adesione
In seguito a una mozione adottata dalle due Camere, il Consiglio federale scrive all'UE che la domanda di adesione del 1992 «deve essere considerata ritirata». Lettera del Consiglio federale, 27 luglio 2016 (versione francese) Messaggio del Consiglio federale·pag. 37
2020
-
27 settembre 2020
No all'iniziativa per la limitazione: 61,7 %
L'iniziativa dell'UDC, che avrebbe posto fine alla libera circolazione delle persone, è respinta dal 61,7 % dei votanti. Swissvotes, oggetto 631 Messaggio del Consiglio federale·n. 2.3·pag. 262
-
26 maggio 2021
Abbandono dell'accordo quadro
Il Consiglio federale rinuncia a firmare l'accordo quadro, a causa di «divergenze sostanziali» sulla libera circolazione, la protezione dei salari e gli aiuti di Stato. Di conseguenza, l'UE non aggiorna più l'accordo sui dispositivi medici e la Svizzera è trattata come un Paese terzo non associato a Orizzonte Europa. Messaggio del Consiglio federale·pag. 80 Messaggio del Consiglio federale·n. 2.4·pag. 459 DFAE, cronologia, pag. 12
-
30 settembre 2021
Sblocco del secondo contributo
Il Parlamento sblocca il secondo contributo svizzero a favore di Paesi dell'UE, di circa 1,3 miliardi di franchi (30 voti contro 9 al Consiglio degli Stati, 131 contro 55 al Consiglio nazionale). RTS, 30 settembre 2021
-
25 febbraio 2022
Nuovo metodo: un pacchetto
Il Consiglio federale sostituisce l'accordo quadro unico con un pacchetto: le regole istituzionali sono integrate accordo per accordo, con nuovi accordi (energia elettrica, sicurezza alimentare, sanità) e la partecipazione ai programmi dell'UE. Messaggio del Consiglio federale·n. 1.2·pag. 40 Consiglio federale, 25 febbraio 2022
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Da marzo 2022 a settembre 2023
Colloqui esplorativi
Undici tornate di colloqui esplorativi e 46 incontri tecnici permettono di verificare se esiste una base negoziale. Messaggio del Consiglio federale·n. 1.3.1·pag. 42 DFAE, cronologia, pag. 8-10
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27 ottobre 2023
Intesa comune Svizzera-UE
La Svizzera e l'UE fissano in un'«intesa comune», giuridicamente non vincolante, il quadro dei futuri negoziati. Intesa comune Svizzera-UE·pag. 1 Messaggio del Consiglio federale·n. 1.3.1·pag. 42
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8 marzo 2024
Mandato negoziale
Il Consiglio federale adotta il suo mandato definitivo, dopo aver consultato le commissioni parlamentari, i Cantoni e le parti sociali. Lo stesso giorno, fa esaminare la questione del referendum. Mandato negoziale·pag. 1 Messaggio del Consiglio federale·n. 1.3.2·pag. 43
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18 marzo 2024
Apertura dei negoziati
La presidente della Confederazione Viola Amherd e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aprono ufficialmente i negoziati. Messaggio del Consiglio federale·n. 1.3.2·pag. 43 Consiglio federale, 18 marzo 2024
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20 dicembre 2024
Fine dei negoziati
Dopo 197 sedute, i negoziatori chiudono il contenuto del pacchetto; i testi non sono ancora firmati. Il Consiglio federale ritiene che gli obiettivi del suo mandato siano stati raggiunti. Messaggio del Consiglio federale·n. 1.3.2·pag. 44 Consiglio federale, 20 dicembre 2024
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21 marzo 2025
Quattordici misure di protezione dei salari
Il Consiglio federale adotta 14 misure interne. Le parti sociali e i Cantoni si erano accordati su 13 di esse; la 14ª, una protezione contro il licenziamento dei rappresentanti dei lavoratori, è stata aggiunta dal Consiglio federale. DFAE, cronologia, pag. 6 FAQ ufficiali·pag. 23
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30 aprile 2025
Scelta del referendum facoltativo
Il Consiglio federale propone di sottoporre il pacchetto al referendum facoltativo, quindi alla sola maggioranza del Popolo, precisando che l'ultima parola spetterà al Parlamento. Consiglio federale, 30 aprile 2025 DFAE, cronologia, pag. 5
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21 maggio 2025
Parafatura degli accordi a Berna
I capinegoziatori appongono le loro iniziali sui testi: il contenuto è definito, ma i testi non vincolano ancora la Svizzera. Messaggio del Consiglio federale·n. 1.3.2·pag. 45 DFAE, cronologia, pag. 5
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Dal 13 giugno al 31 ottobre 2025
Consultazione
La consultazione raccoglie 318 pareri e 1'059 prese di posizione di privati. Dei 215 partecipanti che si esprimono sull'insieme, 159 approvano il pacchetto, 31 lo respingono e 25 restano indecisi. Messaggio del Consiglio federale·n. 1.7·pag. 64
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21 ottobre 2025
L'iniziativa Bussola è riuscita
L'iniziativa popolare Bussola (Kompass), intitolata in tedesco «Für eine direktdemokratische und wettbewerbsfähige Schweiz – keine EU-Passivmitgliedschaft», è riuscita con 111'422 firme valide. Chiede la doppia maggioranza di Popolo e Cantoni per questo tipo di trattati. Ufficio federale di giustizia
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2 marzo 2026
Firma a Bruxelles
Il presidente della Confederazione Guy Parmelin e Ursula von der Leyen firmano gli accordi a Bruxelles. Messaggio del Consiglio federale·n. 1.3.2·pag. 45 DFAE, cronologia, pag. 3
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13 marzo 2026
Messaggio al Parlamento
Il Consiglio federale trasmette al Parlamento il suo messaggio (oggetto 26.023) e 9 decreti federali, di cui 4 sottoposti a referendum: stabilizzazione, energia elettrica, sicurezza alimentare e sanità. Messaggio del Consiglio federale·n. 4.2.1·pag. 1000 Consiglio federale, 13 marzo 2026
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22 aprile 2026
Convenzione con i Cantoni
Il Consiglio federale approva una convenzione che associa i Cantoni al recepimento del diritto dell'UE, ai comitati misti e alle controversie. Sarà firmata dopo i dibattiti parlamentari. Consiglio federale, 22 aprile 2026 DFAE, cronologia, pag. 3
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14 giugno 2026
No alla « Svizzera da 10 milioni »
L'iniziativa dell'UDC, che mirava a un tetto alla popolazione e in ultima istanza alla fine della libera circolazione, è respinta dal 54,79 % dei votanti, con una partecipazione del 58,9 %. SRF, 14 giugno 2026 DFAE, cronologia, pag. 2
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12 agosto 2026
Il Consiglio federale conferma il referendum facoltativo
Ritiene che gli accordi non soddisfino le condizioni di un referendum obbligatorio e raccomanda di respingere l'iniziativa Bussola, senza controprogetto. Consiglio federale, 12 agosto 2026
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Dal 28 settembre al 1° ottobre 2026
Il Consiglio degli Stati esamina il pacchetto
Prima Camera a occuparsene, il Consiglio degli Stati entra in materia con 29 voti contro 15, secondo la stampa. Mantiene la misura 14 di protezione dei salari: la proposta di stralciarla è respinta con 26 voti contro 19. Aggiunge una tassa sull'immigrazione legata alla clausola di salvaguardia. RTS, 28 settembre 2026 Consiglio degli Stati, verbale di voto 8558 swissinfo, 29 settembre 2026
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30 settembre 2026
Il Consiglio degli Stati approva la stabilizzazione
Approva il decreto «stabilizzazione» con 25 voti contro 16 e 2 astensioni. Vuole sottoporlo al voto di Popolo e Cantoni, per due vie: un referendum obbligatorio sui generis, senza che la Costituzione lo richieda (23 voti contro 17, 3 astensioni), o un decreto costituzionale separato (23 contro 18, 2 astensioni). Sceglierà il Consiglio nazionale. Il Consiglio degli Stati approva anche i tre crediti del contributo, con 31 voti contro 11 ciascuno. Consiglio degli Stati, verbale di voto 8570 Consiglio degli Stati, verbale di voto 8568 Consiglio degli Stati, verbale di voto 8572 Consiglio degli Stati, verbale di voto 8576 Consiglio degli Stati, verbale di voto 8579 Consiglio degli Stati, verbale di voto 8582
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1 ottobre 2026
Fine del primo esame, energia elettrica rinviata
Il Consiglio degli Stati approva il credito Erasmus+ 2027 (23 voti contro 19, 2 astensioni). Secondo l'ATS, approva anche gli accordi sulla sanità (31 voti contro 11, 1 astensione) e sulla sicurezza alimentare (28 contro 14, 2 astensioni), e sceglie per essi il referendum facoltativo. L'accordo sull'energia elettrica è rinviato alla sessione invernale. Consiglio degli Stati, verbale di voto 8586 ATS (versione francese), 1° ottobre 2026
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In corsoOttobre e novembre 2026
Esame in commissione al Consiglio nazionale
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In arrivoDal 30 novembre al 18 dicembre 2026
Sessione invernale
Il Consiglio degli Stati deve trattarvi l'accordo sull'energia elettrica. Il programma del Consiglio nazionale non è ancora pubblicato; secondo l'ATS, la fine dei dibattiti non è attesa prima dell'inizio del 2027. Parlamento, sessioni ATS (versione francese), 1° ottobre 2026
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In arrivo2027 o 2028 (data non fissata)
Votazione popolare
Non esiste alcuna data ufficiale. L'ATS parla del 2027 o del 2028; i sostenitori del pacchetto puntano al 6 giugno 2027, altri osservatori ritengono più probabile il 2028. ATS (versione francese), 1° ottobre 2026 SRF, 29 settembre 2026