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Clausola di sal­va­guar­dia e tassa sul­l'im­mi­gra­zio­ne: come la Svizzera potrebbe frenare l'im­mi­gra­zio­ne europea

Tribunale arbitrale, soglie, contingenti, tassa di almeno 4000 franchi votata dal Consiglio degli Stati: come frenare l'immigrazione dall'UE.

· aggiornato il 15 ottobre 2026

Im­ma­gi­nia­mo che in Ticino il numero di fron­ta­lie­ri faccia un balzo nella ven­di­ta e nel­l'e­di­li­zia. Oggi la Sviz­ze­ra po­treb­be adot­ta­re misure di sal­va­guar­dia sol­tan­to con il con­sen­so del­l'UE. Con il pac­chet­to Sviz­ze­ra-UE, il Can­to­ne po­treb­be chie­de­re al Con­si­glio fe­de­ra­le di va­lu­ta­re l'at­ti­va­zio­ne di una . Se un ri­co­no­sces­se gravi dif­fi­col­tà, di­ven­te­reb­be­ro pos­si­bi­li con­tin­gen­ti di fron­ta­lie­ri li­mi­ta­ti a quei set­to­ri1.

La libera cir­co­la­zio­ne delle per­so­ne resta il cuore del pac­chet­to. Per ri­spon­de­re ai timori legati al­l'im­mi­gra­zio­ne, la Sviz­ze­ra ha ne­go­zia­to una clau­so­la di sal­va­guar­dia molto più pre­ci­sa di quella del 1999, che le per­met­te di agire anche contro il parere del­l'UE, a prezzo di pos­si­bi­li misure di rie­qui­li­brio del­l'UE. A fine set­tem­bre 2026, se­con­do la stampa, il Con­si­glio degli Stati vi ha ag­giun­to una tassa sul­l'im­mi­gra­zio­ne e l'ob­bli­go di un estrat­to del ca­sel­la­rio giu­di­zia­le per i cit­ta­di­ni eu­ro­pei. Il Con­si­glio na­zio­na­le deve ancora pro­nun­ciar­si.

Da una clausola senza rimedi a una procedura vincolante

L'ac­cor­do del 1999 con­tie­ne già una clau­so­la di sal­va­guar­dia ge­ne­ra­le. Le misure pos­so­no però essere adot­ta­te solo con una de­ci­sio­ne comune del , l'or­ga­no in cui Sviz­ze­ra e UE ge­sti­sco­no in­sie­me l'ac­cor­do. Se l'UE dice no, la Sviz­ze­ra non ha alcun ri­me­dio2.

Il nuovo ar­ti­co­lo 14bis del­l'ac­cor­do cambia le cose3. In caso di «gravi dif­fi­col­tà di ordine eco­no­mi­co o so­cia­le» de­ri­van­ti dalla libera cir­co­la­zio­ne, la Sviz­ze­ra si ri­vol­ge an­zi­tut­to al Co­mi­ta­to misto, che ha 60 giorni per tro­va­re una so­lu­zio­ne. Senza intesa, può adire da sola un tri­bu­na­le ar­bi­tra­le pa­ri­te­ti­co, che decide entro sei mesi. In caso di ur­gen­za il tri­bu­na­le può essere adito dopo 30 giorni, e sono pos­si­bi­li misure prov­vi­so­rie. Se il tri­bu­na­le ri­co­no­sce le dif­fi­col­tà e il loro nesso con l'ac­cor­do, la Sviz­ze­ra sce­glie da sé le pro­prie misure pro­tet­ti­ve. L'UE può allora adot­ta­re misure di rie­qui­li­brio, ma sol­tan­to nel campo della libera cir­co­la­zio­ne e li­mi­ta­te allo stret­to ne­ces­sa­rio; le une e le altre sono rie­sa­mi­na­te ogni tre mesi in seno al Co­mi­ta­to misto4.

Se­con­do il Con­si­glio fe­de­ra­le, il tri­bu­na­le si pro­nun­cia sol­tan­to sul­l'e­si­sten­za delle dif­fi­col­tà, non sul con­te­nu­to delle misure. Poiché la no­zio­ne di «gravi dif­fi­col­tà» non ap­par­tie­ne al di­rit­to eu­ro­peo, la non ha in linea di prin­ci­pio motivo di in­ter­ve­ni­re5. E se il tri­bu­na­le dice no? La Sviz­ze­ra può agire co­mun­que, con un'or­di­nan­za tem­po­ra­nea che decade se entro dodici mesi non viene sot­to­po­sto al Par­la­men­to un di­se­gno di legge6.

Le due pos­si­bi­li ri­spo­ste del­l'UE non vanno con­fu­se. Se il tri­bu­na­le ar­bi­tra­le dà ra­gio­ne alla Sviz­ze­ra, l'UE può adot­ta­re misure di rie­qui­li­brio, li­mi­ta­te alla libera cir­co­la­zio­ne7. Se la Sviz­ze­ra agisce no­no­stan­te il tri­bu­na­le le abbia dato torto, l'UE può adot­ta­re : so­spen­de­re in parte van­tag­gi pre­vi­sti dagli ac­cor­di, anche in un altro ac­cor­do sul mer­ca­to in­ter­no, in modo pro­por­zio­na­to e sotto il con­trol­lo del tri­bu­na­le ar­bi­tra­le8. Nes­su­no dei due mec­ca­ni­smi con­si­ste nel far pagare la Sviz­ze­ra. Il vale anche qui: le regole eu­ro­pee sulla libera cir­co­la­zio­ne con­ti­nue­reb­be­ro a essere ri­pre­se man mano che evol­vo­no, senza che la Sviz­ze­ra le voti nel Con­si­glio del­l'UE, dove non siede9.

Quattro valori soglia, ma una decisione politica

La legge sviz­ze­ra fissa quat­tro valori soglia (nuovo ar­ti­co­lo 21b della legge fe­de­ra­le sugli stra­nie­ri e la loro in­te­gra­zio­ne). Non appena uno di essi è rag­giun­to, il Con­si­glio fe­de­ra­le deve va­lu­ta­re l'at­ti­va­zio­ne della clau­so­la. Le soglie ri­guar­da­no l'im­mi­gra­zio­ne netta dal­l'UE, l'oc­cu­pa­zio­ne fron­ta­lie­ra, la di­soc­cu­pa­zio­ne e l'a­iu­to so­cia­le10. Il Con­si­glio fe­de­ra­le ha fis­sa­to questi cri­te­ri il 14 maggio 202511.

I valori nu­me­ri­ci sa­ran­no sta­bi­li­ti per or­di­nan­za. Il mes­sag­gio indica, a titolo di esem­pio, lo 0,75 per cento di im­mi­gra­zio­ne netta dal­l'UE, lo 0,35 per cento di cre­sci­ta del­l'oc­cu­pa­zio­ne fron­ta­lie­ra, il 30 per cento di di­soc­cu­pa­ti in più in un anno e il 12 per cento di be­ne­fi­cia­ri eu­ro­pei del­l'a­iu­to so­cia­le in più12. Con questi valori, le soglie sa­reb­be­ro state rag­giun­te o su­pe­ra­te dodici volte tra il 2002 e il 2024, per esem­pio per l'im­mi­gra­zio­ne netta nel 2008, nel 2013 e nel 202313. Nel 2023 l'im­mi­gra­zio­ne netta dal­l'UE ha rag­giun­to lo 0,77 per cento della po­po­la­zio­ne, appena sopra la soglia ipo­tiz­za­ta14.

Su­pe­ra­re una soglia non fa scat­ta­re la clau­so­la: ob­bli­ga a un esame ap­pro­fon­di­to, e l'at­ti­va­zio­ne resta «una de­ci­sio­ne po­li­ti­ca»15. Il mes­sag­gio am­met­te per esem­pio che sarà pro­ba­bil­men­te «dif­fi­ci­le pro­va­re un legame di­ret­to» tra la libera cir­co­la­zio­ne e un au­men­to della di­soc­cu­pa­zio­ne, da cui una soglia ele­va­ta16. I Can­to­ni ac­qui­sta­no un ruolo: cia­scu­no può chie­de­re questo esame, e sono pos­si­bi­li misure re­gio­na­li o li­mi­ta­te a un set­to­re. L'e­len­co com­pren­de numeri mas­si­mi, una pre­ce­den­za ai la­vo­ra­to­ri già pre­sen­ti in Sviz­ze­ra o un con­trol­lo pre­ven­ti­vo delle con­di­zio­ni sa­la­ria­li17.

La tassa sul­l'im­mi­gra­zio­ne, l'aggiunta del Consiglio degli Stati

L'idea di una tassa sul­l'im­mi­gra­zio­ne si è fatta strada in Par­la­men­to. Il 2 set­tem­bre 2026 il Con­si­glio fe­de­ra­le ha pro­po­sto di ac­co­glie­re le mo­zio­ni Z'grag­gen (26.3743) e Caroni (26.4044) su questo tema, mentre nel 2024 si op­po­ne­va a una simile tassa18.

Il 29 set­tem­bre 2026, su pro­po­sta della sua Com­mis­sio­ne delle isti­tu­zio­ni po­li­ti­che, il Con­si­glio degli Stati ha in­se­ri­to la tassa nel pro­get­to, se­con­do la stampa con 26 voti contro 1419. Ver­reb­be ri­scos­sa sol­tan­to dopo l'at­ti­va­zio­ne della clau­so­la di sal­va­guar­dia: almeno 4000 fran­chi per ogni per­so­na am­mes­sa a titolo prin­ci­pa­le (di­pen­den­ti, in­di­pen­den­ti, stu­den­ti o pen­sio­na­ti) e almeno 2000 fran­chi per ogni adulto giunto con il ri­con­giun­gi­men­to fa­mi­lia­re. Se questa ver­sio­ne fosse con­fer­ma­ta, l'ar­ri­vo a Lo­san­na di una spe­cia­li­sta in­for­ma­ti­ca por­to­ghe­se du­ran­te un pe­rio­do di at­ti­va­zio­ne della clau­so­la co­ste­reb­be almeno 4000 fran­chi, a lei o al suo datore di lavoro: il testo non dice ancora chi pa­ghe­reb­be, né se la tassa sa­reb­be unica o an­nua­le.

Lo stesso giorno, sempre se­con­do la stampa, il Con­si­glio degli Stati ha reso ob­bli­ga­to­rio l'e­strat­to del ca­sel­la­rio giu­di­zia­le anche per i cit­ta­di­ni del­l'UE, con 23 voti contro 22, grazie al voto de­ci­si­vo del suo pre­si­den­te20. Ha anche voluto ren­de­re più vin­co­lan­te la clau­so­la di sal­va­guar­dia, con 26 voti contro 17, sempre se­con­do la stampa. Questi voti, come quello sulla tassa, non sono per ora con­fer­ma­ti da un ver­ba­le uf­fi­cia­le.

Posizioni nette

Per il Con­si­glio fe­de­ra­le si tratta di «un grande valore ag­giun­to»21: la Sviz­ze­ra può adire il tri­bu­na­le ar­bi­tra­le «anche senza il con­sen­so del­l'UE» e, su questo punto, il man­da­to ne­go­zia­le «è stato su­pe­ra­to»22. A suo giu­di­zio, i valori soglia devono ri­spec­chia­re una si­tua­zio­ne straor­di­na­ria pur po­ten­do essere «rea­li­sti­ca­men­te rag­giun­ti o su­pe­ra­ti»23.

L'UDC giu­di­ca­va in­suf­fi­cien­te una clau­so­la sot­to­po­sta a un tri­bu­na­le ar­bi­tra­le ed espo­sta a misure del­l'UE. La sua ini­zia­ti­va «No a una Sviz­ze­ra da 10 mi­lio­ni», che voleva porre un tetto alla po­po­la­zio­ne e, come ultima istan­za, di­sdi­re la libera cir­co­la­zio­ne, è stata re­spin­ta il 14 giugno 2026 dal 54,79 per cento dei vo­tan­ti24. Il Ticino l'ha invece ac­col­ta, con il 50,6 per cento di sì se­con­do la RTS25.

Gli am­bien­ti eco­no­mi­ci so­sten­go­no il prin­ci­pio, ma chie­do­no delle ga­ran­zie. eco­no­mie­suis­se e l'U­nio­ne sviz­ze­ra degli im­pren­di­to­ri vo­glio­no che le mo­da­li­tà, in par­ti­co­la­re il di­rit­to dei Can­to­ni di pre­sen­ta­re una ri­chie­sta, siano «e­sa­mi­na­te a fondo» e che le parti so­cia­li siano «si­ste­ma­ti­ca­men­te coin­vol­te»26. L'U­nio­ne sin­da­ca­le sviz­ze­ra re­spin­ge la tassa sul­l'im­mi­gra­zio­ne e la con­si­de­ra una de­ci­sio­ne sba­glia­ta27. L'UE, dal canto suo, ha ri­cor­da­to che il Par­la­men­to sviz­ze­ro non può di­sfa­re ciò che è stato ne­go­zia­to28.

Che cosa resta incerto e i prossimi passi

La com­pa­ti­bi­li­tà della tassa con l'ac­cor­do sulla libera cir­co­la­zio­ne non è chia­ri­ta, e lo stesso vale per chi do­vreb­be pa­gar­la, per la sua pe­rio­di­ci­tà e per la de­sti­na­zio­ne degli in­troi­ti. I valori soglia de­fi­ni­ti­vi non sono fis­sa­ti. L'en­ti­tà di even­tua­li misure di rie­qui­li­brio del­l'UE non può essere nota in an­ti­ci­po: l'ac­cor­do pre­ve­de sol­tan­to che re­sti­no nel campo della libera cir­co­la­zio­ne e li­mi­ta­te al ne­ces­sa­rio29. Non si sa infine come il Tri­bu­na­le fe­de­ra­le trat­te­reb­be misure adot­ta­te no­no­stan­te un «no» del tri­bu­na­le ar­bi­tra­le30.

Il dos­sier passa al Con­si­glio na­zio­na­le. La sua Com­mis­sio­ne delle isti­tu­zio­ni po­li­ti­che esa­mi­na una parte del pro­get­to il 12 e 13 no­vem­bre, e la sua Com­mis­sio­ne della po­li­ti­ca estera si riu­ni­sce in ot­to­bre e no­vem­bre, prima della ses­sio­ne in­ver­na­le dal 30 no­vem­bre al 18 di­cem­bre 2026. La tassa sul­l'im­mi­gra­zio­ne e il ca­sel­la­rio giu­di­zia­le po­treb­be­ro creare di­ver­gen­ze con il Con­si­glio degli Stati31.

L'insieme delle regole sul soggiorno e sull'immigrazione è illustrato nella pagina Libera circolazione e salari. I voti del Consiglio degli Stati sono riassunti nel nostro articolo.

  1. 1Decreto federale stabilizzazione, art. 21b LStrIp. 52 Scheda Immigrazionep. 5 
  2. 2Messaggio del Consiglio federale, n. 2.3p. 277 
  3. 3ALC: protocollo di modifica, art. 14bisp. 12 
  4. 4ALC: protocollo di modifica, art. 14bisp. 12 
  5. 5Messaggio del Consiglio federale, n. 2.3p. 301 
  6. 6Decreto federale stabilizzazione, art. 21b LStrIp. 51 
  7. 7ALC: protocollo di modifica, art. 14bisp. 12 
  8. 8FAQ ufficialip. 21 ALC: protocollo istituzionale, art. 11p. 9 
  9. 9ALC: protocollo istituzionale, art. 5, cpv. 1p. 5 Messaggio del Consiglio federale, n. 2.1.6.2.1p. 93 
  10. 10Decreto federale stabilizzazione, art. 21b LStrIp. 51 
  11. 11Consiglio federale, 14.05.2025 Fonte 
  12. 12Messaggio del Consiglio federale, n. 2.3p. 345 
  13. 13Messaggio del Consiglio federale, n. 2.3p. 346 
  14. 14Messaggio del Consiglio federalep. 348 
  15. 15Messaggio del Consiglio federale, n. 2.3p. 319 Messaggio del Consiglio federale, n. 2.3p. 345 
  16. 16Messaggio del Consiglio federalep. 346 
  17. 17Decreto federale stabilizzazione, art. 21b LStrIp. 52 
  18. 18Curia Vista, mozione 26.3743 Fonte Curia Vista, mozione 26.4044 Fonte 
  19. 19swissinfo, 29.09.2026 Fonte 
  20. 20ATS su parlament.ch, 01.10.2026 (versione francese) Fonte 
  21. 21FAQ ufficialip. 19 
  22. 22FAQ ufficialip. 20 Messaggio del Consiglio federale, n. 2.3p. 258 
  23. 23Messaggio del Consiglio federale, n. 2.3p. 345 
  24. 24SRF, 14.06.2026 Fonte 
  25. 25RTS, 14.06.2026 Fonte 
  26. 26economiesuisse, presa di posizione dell'11.09.2025 Fonte 
  27. 27USS, 30.09.2026 Fonte 
  28. 28RTS, 28.09.2026 Fonte 
  29. 29ALC: protocollo di modifica, art. 14bisp. 12 
  30. 30FAQ ufficialip. 21 
  31. 31ATS su parlament.ch, 01.10.2026 (versione francese) Fonte 

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