Circa 153 franchi per abitante all'anno: è quanto rappresenterà, nel 2035, la spesa diretta che il pacchetto di accordi con l'Unione europea comporterà per il bilancio federale, secondo il nostro calcolo basato sulle cifre ufficiali. Nel 2027 la somma sarebbe piuttosto di 95 franchi. Dietro questi importi ci sono la ricerca, gli scambi di studenti, un contributo alle regioni meno ricche dell'UE e dei costi per i Cantoni.
Il Consiglio federale quantifica le uscite supplementari del pacchetto per la Confederazione in «circa 1,4 miliardi di franchi all'anno», un importo che sarà raggiunto «solo nel 2035»1. Una parte di queste spese esiste già, un'altra dipende da bilanci europei non ancora adottati, e i due campi si scontrano soprattutto sul costo di un fallimento. Il Consiglio degli Stati ha approvato i crediti del contributo e quello per Erasmus+; il Consiglio nazionale deve ancora pronunciarsi.
Una cifra ufficiale, e che cosa contiene
Secondo il messaggio del 13 marzo 2026, le spese ammontano in totale a 864 milioni di franchi nel 2027, poi a circa 1,04 miliardi nel 2028 e a 1,18 miliardi nel 20322. I costi indiretti e le eventuali entrate fiscali indotte non sono quantificati3.
Oltre il 90 per cento della somma va a due voci. La prima è la partecipazione ai programmi dell'UE: il pacchetto Orizzonte per la ricerca, che nel 2027 costa al bilancio federale 682 milioni, costi nazionali compresi, ed Erasmus+ per la formazione, 176 milioni lo stesso anno4. Il credito Erasmus+ chiesto al Parlamento, 192,6 milioni, è più elevato perché comprende una riserva: 160,3 milioni di contributo all'UE, 15,8 milioni di costi nazionali e 16,5 milioni di riserva5. La seconda voce è il contributo della Svizzera alla coesione europea.
Occorre distinguere tre livelli di certezza. Gli importi del 2027 sono cifre ufficiali. Quelli dei programmi dal 2028 in poi sono estrapolazioni del Consiglio federale, con un aumento dell'1 per cento all'anno, perché il bilancio europeo 2028-2034 non è ancora adottato6. Infine, gli importi per abitante sono un nostro calcolo: il totale diviso per 9,13 milioni di abitanti (fine 2025)7. Si tratta di importi lordi. Non deducono il denaro europeo versato ai ricercatori svizzeri, che secondo il messaggio è stato storicamente vicino ai contributi della Svizzera a Orizzonte8.
Quest'ultimo punto conta. Nel 2025 la Svizzera pagava già circa 625 milioni per Orizzonte e 55 milioni per la sua soluzione nazionale sostitutiva di Erasmus9. Rispetto a queste spese esistenti, il costo supplementare netto del 2027 sarebbe di circa 185 milioni, ossia una ventina di franchi per abitante (nostra stima). La lettura è discutibile, perché senza associazione la Svizzera avrebbe potuto finanziare altre misure nazionali, ma i «1,4 miliardi» non si aggiungono per intero alle spese attuali.
Il contributo di coesione, la voce che cresce
È la novità più visibile per il contribuente. Finora la Svizzera decideva da sola i propri contributi: il secondo, di 1,302 miliardi in totale10, rappresentava in media circa 130 milioni all'anno (nostro calcolo). Con il pacchetto si impegna per trattato a versare un contributo regolare di 350 milioni di franchi all'anno per il periodo 2030-2036, di cui 308 milioni per la coesione e 42 milioni per la migrazione11. Vi si aggiunge un impegno una tantum per il periodo transitorio: da 650 a 1090 milioni a seconda della data di entrata in vigore (1090 se avviene nel 2028)12. Il Parlamento è chiamato a votare tre crediti: 2005,08 milioni per la coesione, 273,42 milioni per la migrazione e 1013,7 milioni per l'impegno una tantum13.
Poiché i due impegni si sommano, i versamenti effettivi salgono a gradini, dai 58 milioni del 2030 a circa 613 milioni nel 2037, secondo la nostra somma delle tabelle del messaggio14. Il denaro non finisce nel bilancio dell'UE: finanzia progetti scelti con i Paesi partner15. In compenso, la Svizzera non decide più da sola l'importo. Questo segue l'inflazione, con un margine politico del 10 per cento al rialzo o al ribasso16. Un mancato pagamento potrebbe essere portato davanti al Comitato misto, poi davanti a un tribunale arbitrale; se la Svizzera non ne rispettasse la decisione, l'UE potrebbe adottare misure di compensazione, cioè sospendere in parte vantaggi previsti da altri accordi17.
Per il Consiglio federale, un importo fissato per trattato protegge da richieste più elevate: l'UE chiedeva inizialmente 520 milioni all'anno18. Per abitante, la Norvegia versa circa 78 franchi all'anno, contro circa 38 franchi per la Svizzera (nostro calcolo)19. La Commissione delle finanze del Consiglio degli Stati ha giudicato gli importi «adeguati rispetto ai contributi versati dagli altri Stati non membri dell'Unione europea»20. L'UDC e l'UDF respingono il contributo, e il Gruppo svizzero per le regioni di montagna ne contesta l'importo21. Il 30 settembre 2026 il Consiglio degli Stati ha approvato ciascuno dei tre crediti con 31 voti contro 1122. Questi crediti non sono sottoposti a referendum: il Popolo potrà pronunciarsi sull'accordo, non sugli importi.
Costi anche per i Cantoni, e un conto fuori pacchetto
La Confederazione avrà bisogno di 105-115 equivalenti a tempo pieno, di cui 25-30 finanziati dal contributo; il Consiglio federale prevede di compensarli interamente nel bilancio esistente23.
Per i Cantoni e i Comuni, il messaggio non fornisce un totale. La voce più importante è l'aiuto sociale. Con il recepimento parziale della direttiva europea sulla cittadinanza, un cittadino europeo titolare del nuovo diritto di soggiorno permanente non potrà più perdere il permesso perché percepisce l'aiuto sociale. Secondo uno studio Ecoplan, ne deriverebbero da 3000 a 4000 beneficiari in più e da 56 a 74 milioni di franchi di spese all'anno24. Le scuole universitarie dovranno applicare agli studenti europei le stesse tasse degli svizzeri: uno studente tedesco dell'Università di Friburgo non pagherà più alcun supplemento. La perdita di 21,8 milioni all'anno per le scuole universitarie sarà compensata dalla Confederazione soltanto per quattro anni25. A carico di Cantoni e Comuni, le voci quantificate ammontano a 60-80 milioni all'anno, poi a 80-100 milioni dopo la fine di questa compensazione (nostra somma, parziale). Vi si aggiungono da 9 a 22 milioni all'anno per gli uffici regionali di collocamento, pagati dal fondo dell'assicurazione contro la disoccupazione26.
C'è poi un conto che non figura nel pacchetto, ma ne dipende. Il 28 settembre 2026 l'UE ha adottato una regola che farebbe pagare la disoccupazione dei frontalieri al Paese dell'ultimo impiego. Se la Svizzera la recepisse, la SECO stima il costo tra 500 e 800 milioni di franchi all'anno per l'assicurazione contro la disoccupazione27. Con il pacchetto, questo recepimento rientrerebbe nel recepimento dinamico del diritto: la Svizzera non ha votato questa regola, e un rifiuto resterebbe possibile, ma potrebbe portare davanti al Comitato misto, poi a un tribunale arbitrale e infine a misure di compensazione (si veda il nostro articolo).
Il prezzo del no, una battaglia di studi
Il Consiglio federale mette queste spese a confronto con il costo di un fallimento. Si basa su uno studio Ecoplan per la SECO, che simula la scomparsa dei Bilaterali I: nel 2045 il PIL sarebbe più basso del 4,9 per cento, cioè una perdita di circa 2500 franchi per abitante, e il PIL pro capite calerebbe dell'1,65 per cento28. Ecoplan precisa che «i risultati sono legati a un'inevitabile incertezza»29. Uno studio di BAK Economics per economiesuisse, favorevole al pacchetto, va oltre: senza i Bilaterali, nel 2045 il PIL sarebbe più basso del 7,1 per cento e il PIL pro capite del 4,7 per cento30.
Swiss Economics, incaricata da autonomiesuisse, associazione contraria al pacchetto, contesta questa lettura. A suo avviso il 4,9 per cento deriva soprattutto dal reddito degli immigrati e dei frontalieri: per la popolazione già residente, il guadagno sarebbe dello 0,9 per cento del PIL nel 2045. L'ipotesi stessa di una scomparsa degli accordi sarebbe discutibile31. L'economista friburghese Reiner Eichenberger ritiene che l'effetto calcolato da Ecoplan dipenda quasi interamente da una popolazione più numerosa; a suo dire il reddito per persona attiva sarebbe più basso soltanto dello 0,62 per cento, e il messaggio ignora gli svantaggi della crescita demografica32. L'UDC parla di costi sociali «nell'ordine del miliardo» legati alla direttiva sulla cittadinanza33, una cifra che non dettaglia e che contrasta con i 56-74 milioni dello studio ufficiale.
I sostenitori rispondono guardando al lungo periodo. Il Consiglio federale ritiene che la crescita supplementare dovrebbe pesare sulle finanze federali più delle nuove spese, anche se questo effetto non è quantificabile in modo affidabile34. economiesuisse, l'Unione svizzera degli imprenditori e l'Associazione svizzera dei banchieri giudicano il costo elevato ma giustificato dall'accesso al mercato europeo35.
Un bilancio federale sotto pressione
Il pacchetto non prevede alcuna nuova imposta. Le sue spese rientrano nel bilancio federale ordinario e restano soggette al freno all'indebitamento36. Arrivano però in una fase di risparmi: secondo la stampa, il programma di sgravio del bilancio 2027 punta a risparmi da 1,4 a 2 miliardi di franchi all'anno37. Nessun documento ufficiale collega un taglio preciso al pacchetto: la scelta spetta al dibattito politico. Al Consiglio degli Stati, Benedikt Würth (Alleanza del Centro) ha osservato, a proposito di Erasmus+, che «i costi conoscono una sola direzione»38. Su Erasmus+ il voto della Camera è stato più combattuto che sul contributo: 23 voti contro 19 e 2 astensioni39.
Tre incognite pesano ancora sul conto: il bilancio europeo 2028-2034, la data di entrata in vigore, che determina l'impegno una tantum, e la decisione svizzera sulla disoccupazione dei frontalieri. Il dettaglio degli importi figura nelle pagine Contributo finanziario e Programmi UE e spazio.
- 1Messaggio del Consiglio federale, n. 3.1.1p. 970
- 2Messaggio del Consiglio federale, n. 3.1.1p. 972
- 3Messaggio del Consiglio federale, n. 3.1.1p. 970
- 4Messaggio del Consiglio federalep. 972
- 5Decreto federale credito Erasmus+, art. 1p. 1 Messaggio del Consiglio federale, n. 2.8.7.2p. 579
- 6Messaggio del Consiglio federale, n. 3.1.1p. 972 Messaggio del Consiglio federalep. 973
- 7swissinfo/UST Fonte
- 8Messaggio del Consiglio federalep. 581
- 9Messaggio del Consiglio federale, n. 3.1.1p. 970
- 10Messaggio del Consiglio federalep. 619
- 11Accordo contributo svizzero, allegato IIp. 20
- 12Messaggio del Consiglio federale, n. 2.10.9.3p. 668
- 13Decreto federale credito coesione, art. 1p. 1 Decreto federale credito migrazione, art. 1p. 1 Decreto federale coesione (suppl.), art. 1p. 1
- 14Messaggio del Consiglio federalep. 671 Messaggio del Consiglio federalep. 674
- 15Messaggio del Consiglio federalep. 618
- 16Accordo contributo svizzero, allegato Ip. 16
- 17Accordo contributo svizzero, art. 17p. 10 ALC: protocollo istituzionale, art. 11p. 9
- 18Messaggio del Consiglio federalep. 627
- 19Messaggio del Consiglio federalep. 628
- 20CdF-S, 20.05.2026 Fonte
- 21Messaggio del Consiglio federalep. 623
- 22verbale di voto 8576 Fonte verbale di voto 8579 Fonte verbale di voto 8582 Fonte
- 23Messaggio del Consiglio federale, n. 3.1.2p. 973
- 24Messaggio del Consiglio federale, n. 2.3p. 433
- 25Messaggio del Consiglio federale, n. 2.3p. 424
- 26Messaggio del Consiglio federalep. 973
- 27SECO, stato al 01.10.2026 Fonte
- 28Studio Ecoplan Bilaterali Ip. 5 Messaggio del Consiglio federalep. 988
- 29Studio Ecoplan Bilaterali Ip. 5
- 30economiesuisse, 18.09.2025 Fonte
- 31Swiss Economics, 05.03.2026, pag. 3 Fonte
- 32Handelszeitung, 26.03.2026 Fonte
- 33SRF Fonte
- 34Messaggio del Consiglio federale, n. 3.1.1p. 970
- 35Messaggio del Consiglio federalep. 623
- 36Messaggio del Consiglio federalep. 669
- 37Moneycab Fonte
- 3820 Minuten, 01.10.2026 Fonte
- 39verbale di voto 8586 Fonte